COVID-19 e allenamenti indoor: metodo, equlibrio e criterio

MIchele Mimmo, Assicuratore degli Sportivi

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Alessandro Visconti, Fisioterapista

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Centro Cremonte

Azienda partner
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Allenamenti indoor si, ma con criterio!

Mentre scrivo, ci troviamo  all’inizio della quinta  settimana di limitazioni imposte dalle ordinanze restrittive, relative   alla prevenzione  del contagio da COVID-19.  In relazione agli allenamenti indoor, sui “social” stiamo vedendo di tutto! Fortunatamente tanti contributi seri, caratterizzati da professionalità ed equlibrio nelle proposte.

Purtoppo stanno divetando “virali” anche modelli sbagliati di proposte e di esempi che rischiano di innescare processi emulativi/imitativi davvero pericolosissimi!


Evitare  gli eccessi e “imprese” assurde!

Dalle prime righe di questo contributo avevate già intuito il mio personale pensiero: sono contrarissimo alle “100 km” sul terrazzo di casa, alle maratone in salotto, agli allenamenti sfinenti e debilitanti  sui rulli o sul tapis, e  a tutto ciò che va oltre un metodo ragionevole, avvicinandosi sempre più all’irrazionale.

In una fase come questa, iniziata da poco più di un mese, con la prospettiva di tornare a gareggiare ….non si sa quando, ritengo sia veramente sbagliato fare scelte estreme, più legate ad aspetti narcisistici della personalità di chi le divulga,  e di spasmodica ricerca di notorietà. Da Coach e da professionista del mondo dello Sport, sento il dovere di contrastare queste pratiche, di allontanarmi da chi esalta e condivide le suddette sconsiderate “imprese“, e di ricondurre le argomentazioni in merito a criteri metodologici sani, equilibrati e ponderati.


Attenzione alla sudorazione e ai rischi di overtraining!

E’ inevitabile che anche nell’ambiente indoor più confortevole, la sudorazione risulta abbondante con elevata perdita di elettroliti, e se gli appuntamenti “virtual” diventano un ritrovo quotidiano/ossessivo, il rischio è di entrare nel vortice del voler fare sempre di più e sempre con maggior ferquenza, trascurando i fondamentali momenti di recupero. Il recupero, anzi come i miei atleti ben sanno ..il RECUPERO, ( nelle tabelle è sempre in maiuscolo e non è mai un errore di battitura) è parte fondamentale dell’allenamento, senza recupero non c’è miglioramento, al pari della mancanza del carico. Senza usare troppi mezzi temini: se il coinvolgimento social/emotivo va oltre, la deriva di farsi prendere la mano con  volumi  eccessivi da esibire,può generare il rischio di entrare in overtraining…… e non mi sembra prorpio il caso!!!


Rivedere obiettivi serenamente

In un precedente contributo sugli obiettivi e sulla motivazione,  mi sono espresso sull’importanza di non sovradimensionarli, e di avere un focus chiaro sul già citato equlibrio degli stessi. La sopravvenuta  situazione emergenziale che può generare  stress/ansia o comunque un’alterazione momentanea delle capacità di discernere, evidentemente porta alcuni soggetti a scelte sconsiderate. Questo è il momento di trovare lucidità, di rivedere gli obiettivi a medio termine,  e di conseguenza adeguare in modo ponderato le nostre scelte, non ultime quelle allenananti. Sapere di avere degli obiettivi ci aiuta, ma per prima cosa adattiamoci alla situazione ed evitiamo di strafare.


Cercare esempi positivi

Prorpio per promuovere scelte adeguate, gratificanti per corpo e mente, lungimiranti, conservative e non usuranti, sto costantemente implementando il gruppo facebook OBIETTIVO TRIATHLON, di contributi formativi, dirette di allemanento bike, Running, funzionali e tanto altro che è in lavorazione, allineati ad un modo di pensare che  avrete intuito arrivati a questo punto dell’articolo. Questo risultato di comunicazione è possibile nella sua completezza grazie all’intervento di alcuni dei professionisti convenzionati, con i quali condivido metodologia, etica e programmi. per fare degli esempi pratici le dirette bike condotte da Alessandro Visconti  hanno una durata che si aggira tra i 50′ e i 70′, le sessioni di tapis con Emiliano Agnello durano tra i 40′ e i 60′, cos’ come le sessioni di allenamento funzionale tra i 35′-45′. Questie proposte, oltre ad avere una durata e una modulazione dell’intensità ponderata, diventano non solo ritrovi da dedicare all’ allenamento,  ma risultano anche momenti di informazione/formazione su quello che si sta proponendo e perchè!


Non eccedere con i carichi

Stefania Aguzzi ]

Cosa fare  e come possiamo comportarci per mantere una buona condizione pscico-fisica:

  • Non eccedere con sedute estenuanti indoor: non ci rendiamo conto ma possiamo mandare in crisi il  sistema immunitario.
  • Accettare la riduzione sia del volume che dell’intensità degli allenamenti.
  • Lavorare con sedute di allenamenti polarizzati: buona base aerobica con richiami di intensità che ci danno buone sensazioni.
  • Gli allenamenti brevi sono da prediligere, e consentono  una frequenza più elevata e varietà  degli stessi
  • Invece che trascorrere ore e ore sui rulli o sul tapis, possiamo suddividere le sedute in attività tipo  Core Stability , allenamento funzionale, forza  a carico naturale o con piccoli attrezzi  e   flessibilità/ mobilità articolare; questa varietà senza dubbio porterà grandi benefici, e probabilemente servirà anche a modificare alcuni stereotipi di allenamento sui quali ci eravamo inconsapevolmente un pò troppo focalizzati.

[Filippo Cassibba]


Accettiamo il cambiamento e ottimizziamolo

Mentre siamo obbligati a cambiare le nostre abitudini, pensiamo che cambiando la nostra routine, possiamo sperimentare tante attività differenti, trovando beneficio e apprezzando sensazioni alle quali probabilmente non eravamo abituati, in quanto concentrati sempre sugli stessi adattamenti. Viviamo questo periodo come una sfida e facciamo in modo che il cambiamento ci renda persone migliori e più cosapevoli.


 

Un pò di Coaching su noi stessi: chi ero, chi sono ora, e chi voglio essere

 La vera sfida non è fare 100 km sul terrazzo  di casa, la vera sfida è come fare le scelte adeguate ponendoci queste tre domande:

  1. Chi ero prima dell’emergenza.
  2. Chi sono in questo momento.
  3. Chi vorrò essere quando l’emergenza sarà passata.

Il comportamento di   questo periodo, senza dubbio determinerà come saremo quando l’emergenza  sarà terminata: l’atteggiamento positivo unito ad attitudine al “fare” e a mettersi in gioco in modo ponderato ed equlibrato,  farà si che saremo persone migliori e pronte per la ripartenza in tutte le situazioni che ci troveremo ad affrontare.

Saremo pronti …ci vediamo alle gare!

Andrea Re

  • Insegnante di Educazione Fisica
  • Docente a contratto c/o Scienze Motorie all’Università di Pavia
  • Istruttore di Triathlon
  • Coach/Motivatore
  • Fondatore del marchio MULTISPORT3ining
  • Amministratore del Gruppo OBIETTIVO TRIATHLON
  • 8 volte Campione del Mondo di Canottaggio
  • Partecipazione Olimpica Atlanta 1996
  • 6 volte IRONMAN Finisher
  • 2 partecipazioni 2014 – 2015 Campionati del Mondo IM 70.3
  • Best time IRONMAN 9h 54’50” 2007
  • Best time IRONMAN 70.3 4h 39′ 09″ 2018