Triathlon e Studio: Francesco Nicolardi e la sua laurea in ingegneria!

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Triathlon e studio: un connubio possibile! Tante ore dedicate agli allenamenti inserite in un’organizzazione che ha consentito a Francesco di non trascurare la sua formazione e la sua preparazione al mondo del lavoro.

Mercoledi 4 marzo 2020 infatti, Francesco consegue la Laurea Magistrale in Ingegneria, con la votazionedi 100/110.


Ma non è un mercoledì come tutti gli altri e Francesco come i suoi colleghi laureandi, discute la tesi in videoconferenza:  siamo in piena emergenza COVID-19,  e nonostante il  momento ci dovrebbe portare con il pensiero ad alle sopravvenute priorità legate all’emergenza stessa, personalmente ci tengo a proporre un contributo positivo,  parlandovi – e facendo parlare – di Francesco e dei suoi indiscussi successi.

Francesco, il Capitano del Raschiani Triathlon Team, ammirato e adorato da tutta la squadra, un ragazzo dal cuore d’oro, sempre disponibile ad aiutare chi ha bisogno, e aggiungo a suo merito….. non ricordo una sua parola fuori posto.  A proposito di “ mai una parola fuori posto”,  aggiungo una considerazione che ritengo molto importante: in  un’era dove sui social impera aggressività verbale e atteggiamento divisivo, fanno di questa caratteristica di Francesco ancora di più un esempio da seguire.

Dal 2014 mi posso vantare di essere il suo Coach, e le soddisfazioni reciproche non sono mancate.

Ma conosciamo meglio Francesco.


Francesco parlaci brevemente della tua carriera sportiva

Ho iniziato a fare Sport all’età di 4 anni con il Nuoto, ed ho iniziato a praticarlo a livello agonistico all’età di 10 anni. Ho continuato a Nuotare fino ai 18 anni, conquistando diversi titoli regionali e sfiorando più volte la qualifica per i Campionati Italiani di Nuoto, grazie anche al mio amico e ultimo allenatore di Nuoto, Sandro. Una “carriera natatoria” con molti alti e bassi, ma che mi ha lasciato un bel bagaglio di esperienza e tanti bei ricordi.

Nel 2012 conclusi gli studi delle scuole superiori mi sono trasferito a Pavia per intraprendere gli studi Universitari e sono stato costretto, in un primo momento, a rinunciale al nuoto e alle competizioni.

Ho sfruttato questo anno sabatico sportivo per conoscere e praticare un nuovo Sport, il Canottaggio, per prendere “le misure” in una città fino a quel momento sconosciuta ed assimilare i meccanismi dell’Università.

A distanza di un anno però, ho deciso di riprendere a praticare Sport a livello agonistico con il Triathlon, disciplina che mi aveva sempre affascinato e che avevo conosciuto grazie al mio amico Pino.

Negli anni a venire, conciliando sport e studio, sono riuscito a crescere come atleta e come studente e nel 2016 ho concluso per tempo il percorso di studi Triennale, laureandomi in Ingegneria Industriale.

Nel 2017 ho ricevuto la mia prima convocazione ad un ritiro con la Nazionale italiana di Cross Triathlon e a vincere nello stesso anno 3 gare Rank.

Nella stagione successiva sono riuscito a riconfermare la mia posizione nel Team Italia, riuscendo ad ottenere ottimi piazzamenti in tutti i Campionati Italiani su distanza Classica, Olimpica e Cross, mentre nel 2019 per via di una polmonite che mi ha tenuto ai box per più di un mese, ho condotto una stagione al continuo inseguimento di una forma fisica che non arrivava mai.

Qualche settimana fa, nonostante la situazione venutasi a creare a causa del COVID-19, sono riuscito a concludere gli studi magistrali, Laureandomi per via telematica (Skype).


Perché hai scelto Pavia come sede dei Tuoi studi?

Quando mi sono ritrovato a dover scegliere l’Università in cui mi sarei dovuto iscrivere, sapevo già che la mia scelta mi avrebbe portato lontano da casa, in ogni caso. L’Università più vicina che offrisse il corso di studi che avevo scelto era Roma, poi Bologna, Milano, Torino e …Pavia!

Tutte grandi città, una più lontana dell’altra, ma solo Pavia era quella che pareva essere più a misura di Studente con un’Università da far invidia anche alle “big” d’Italia.


Come hai organizzato Triathlon e studio?

Riuscire a fare sport, soprattutto al livello a cui volevo farlo io, richiede del tempo. L’importante è capire che quel tempo va ricavato ottimizzando il tempo che si ha a disposizione, di certo non deve essere tolto allo studio. Nel mio caso questo compito è stato agevolato dai miei compagni di università, sempre disponibili ad aiutarmi qualora fossi stato impossibilitato ad andare a lezione, passandomi gli appunti; dal mio allenatore Andrea, che costruiva le mie tabelle di allenamento intorno ai miei impegni improrogabili; facendo dei sacrifici e delle rinunce, dando la priorità alle cose importanti in quel momento.


Ti senti pronto ad affrontare il mondo del lavoro?

Assolutamente sì. Una delle cose che lo Sport può insegnare, è proprio la capacità di accettare le sfide e di mettersi in gioco.

Sono consapevole che il mondo del lavoro rappresenterà un qualcosa di nuovo, ma anche grazie alle esperienze sportive posso dire che non mi mancano determinazione, tenacia, tensione all’obiettivo, gestione dello stress e capacità di adattamento.

Quindi ribadisco con convinzione la risposta: si, mi sento pronto ad affrontare con il giusto atteggiamento questa nuova sfida.


 

Che suggerimenti dai ai giovani Triathleti?

Ogni atleta/studente ha i suoi tempi, le sue caratteristiche, le sue necessità, i suoi obiettivi. C’è chi ha bisogno di più tempo per studiare, chi di più tempo per allenarsi, chi di più tempo per stare con gli amici.

Una sola cosa però penso sia comune a tutti: andare ad allenarsi non sempre è accompagnato da un sorriso per via delle circostanze che si possono presentare nella quotidianità, tipo  una verifica andata male, un litigio con Mamma o Papà, perché non si ha voglia quel giorno di far fatica, ecc., ma la soddisfazione che si prova dopo un allenamento in cui hai dato il meglio di te, nonostante le variabili non sempre possano essere favorevoli, rimane impagabile.

Lo Sport inevitabilmente richiede  sacrifici e rinunce, ma se interpretato nel modo giusto ci ricambierà sempre con gioie soddisfazione e  ci regalerà sempre il Sorriso.

Quindi ai giovani Triathleti dico: tracciate la vostra strada e perseverate nel provare a raggiungere i vostri obiettivi, impegnatevi, divertitevi, e soprattutto non trascurate mai lo studio. Sport e studio sono assolutamente conciliabili, e le soddisfazioni in due campi che ai più possono sembrare così diverse, in realtà sono molto affini tra loro.


Complimenti Francesco! Un grande esempio sotto tutti i punti di vista