Garda Trentino Half Marathon, la mia prima mezza maratona

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La primavera del 2013 si stava preannunciando come una delle peggiori stagioni della mia vita, un brutto esaurimento e stati d animo negativi accompagnavano e scandivano inesorabili le mie giornate….Una apatia totale che mi faceva dimenticare tutte le cose belle della vita si era impadronita della mia anima e del mio spirito.
Un giorno di fine maggio decido che forse è arrivato il momento di ignorare pastiglie ed antidepressivi e mettermi ai piedi un vecchio paio di scarpe da “ginnastica” che avevo nell’armadio ed andare a fare qualche passo di corsa.
Erano mesi o forse anni che non correvo più e la fatica si è fatta subito sentire dopo poche centinaia di metri, complici i chili di troppo ed una condizione fisica non certo invidiabile. Decido di non esagerare per la prima uscita può bastare, rientrato a casa sono stremato ma sento che qualcosa dentro di me si e’ risvegliato, una forza strana ha fatto capolino e sta facendo il miracolo di darmi una serenità che da mesi non provo più.
A quella prima uscita ne sono seguite altre, l’ acquisto di un paio di scarpe da running decenti e l’iscrizione al ASD triathlon pavese dove ho trovato veri amici che con i loro consigli tecnici hanno reso possibile quello che fino a pochi mesi fa mi sembrava irrealizzabile.Passo dopo passo, giorno dopo giorno mi sono trovato ad essere sulla linea di partenza della mezza maratona di Riva del Garda, la Treintino Half Marathon, WE WILL ROCK YUO rimbomba nell aria ad un volume altissimo, tutti battono a tempo le mani.
Brividi percorrono il mio corpo , sono agitato, ed al tempo stesso voglio godermi fino in fondo quel momento bellissimo, mi accorgo di essere emozionato ricordo i brutti giorni della primavera passati ed una lacrima segna il mio viso, ma è solo un attimo i brutti ricordi svaniscono appena viene dato lo start, l’ agitazione e l’ emozione si trasformano in energia. Circondato da qualche migliaio di persone cerco di muovere i primi passi di corsa, e’ la mia prima gara , cerco di non inciampare e di non essere di intralcio agli altri concorrenti più veloci, il mio obbiettivo e’ finire i 21 km nulla di più, ogni riscontro cronometrico e’ ben accetto.
Mi sento bene , il mio fisico sta reagendo nel giusto modo, mi ripeto le parole di un grande maestro, ” IMPARA A SENTIRE I MESSAGGI CHE TI TRASMETTE IL TUO CORPO” sinceramente non so se li interpreto nel giusto modo ma le gambe stanno facendo il loro dovere e i km passano l uno dopo l altro. Arrivato al 17 esimo km la stanchezza inizia a farsi sentire, mi sostengono gli incitamenti degli amici e della mia compagna che si fanno trovare puntuali ad ogni incrocio dove il percorso intersecava la viabilità ordinaria.Sanno quanto è importante per me resistere e arrivare alla fine e non mi lasciano solo in quell impresa. Al 19 esimo km non sento più le gambe , la velocità e’ scesa a 10.5 km/h, la stanchezza non si riesce più ad ignorare, il percorso si dipana in una serie di ponticelli in legno lungolago con salite e discese continue.
Decido di non guardare più avanti e di non consultare più il cronografo, inchiodò gli occhi alle scarpe del runner che mi precede decidendo di non mollarlo, gli urlo tirami! Mi giocò tutte le ultime energie rimaste capisco a giudicare dagli incitamenti che sento provenire dal pubblico che oramai il traguardo e’ vicino.
Alzo gli occhi e non posso non vedere il gonfiabile che segna la linea di arrivo, stoppo il cronometro che ho al polso a 1.52,18 , ce l’ ho fatta, non posso trattenere le lacrime , a sei mesi da quella prima uscita ho portato a termine la mia prima mezza.
Sono felice ma ora ho bisogno di qualcuno che mi tolga il chip dalle stringhe perché io non ne ho la forza….Ma sicuramente fra poco sarò di nuovo sulla linea di partenza pronto per una nuova avventura.

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