[storie duathlon] Powerman Zofingen 2013

Andrea Civardi, Fisioterapista e Osteopata

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Simone Vivaldi, Personal Trainer

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Zoot

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Lo scorso anno la tradizione di gara con acqua al Powerman di Zofingen, mi aveva graziato, aveva piovuto tutto il venerdi, il sabato e la domenica fino all’apertura della zona cambio, ma poi durante la gara ci aveva risparmiato.
Quest’anno l’ho pagata, purtroppo malgrado una preparazione decisamente migliore, la gara e’ stata un calvario, con pioggia per tutta la gara a tratti battente e spesso con vento contrario. In una gara di questa lunghezza 10 km a piedi, 150 km in bici ed altri 30 km a piedi, puoi prepararti quanto vuoi ma le incognite sono mille, e devi gestirle tutte per poter concludere, visto che qui piu’ che il crono conta la resistenza e la forza di volontà. Il Powerman di Zofingen è una gare in no draft, in solitaria, dove nessuno puo’ aiutarti ed assisterti e praticamente sempre sei solo con le tue fatiche, i tuoi dolori, le tue paure, le tue sensazioni. E’ una gara che si chiude con la testa oltre che con il corpo. 190 km totali con circa 3000 metri di dislivello positivo, senza un cm in piano e con i 40 km totali a piedi praticamente totalmente sterrati, e’ come fare due trail, con in mezzo una granfondo. sabato notte dopo una splendida giornata di sole inizia a diluviare, con un vento che fa ballare il camper che sembra di essere in barca, mi sveglio alle 4.00 e decido che se e’ cosi non parto nemmeno.
Ore 7.00 siamo in zona cambio, ho cambiato le ruote, mettendo le quattro stagioni, ma il pacco pignoni praticamente nuovo su queste ruote, gratta e la catena e’ troppo tesa, vado dal doctor bike e forse commento il piu’ grosso errore che potevo fare. non piove ma il cielo e’ nero e non promette niente di buono. Ore 9.00 si parte per il primo 10000 ed inizia a piovere sopratutto nella parte nel bosco e alla fine del secondo giro, ma entro in zona cambio e decido di mettere solo il gilet antivento… E ahime’ nella concitazione dimentico i guanti (!!!) parto, e dopo pochissimi metri mi devo fermare la prima volta, il sensore della ruota non da segni, riparto ed inizia a piovere e mi devo rifermare per mettere l’antipioggia la gara e’ lunga, se comincia cosi…, il primo giro in bici vola, ma la media complice la pioggia e forse la troppa prudenza in discesa non mi piace, pensavo meglio, passo il giro di boa e cominciano rumori di ferraglia provenienti dal cambio con la catena troppo tesa e dal movimento centrale, che forse per usura e pioggia, secondo me sta’ per saltare, durante il secondo giro mi fermo un paio di volte per verificare cosa posso fare…. Nulla…
A parte imprecare e cosi termino la frazione di bici del Powerman di Zofingen con una sensazione di fatica sopra ogni limite al punto di sperare di trovare il “cancello orario” chiuso e avere la scusa per ritirarmi, il freddo ormai mi e’ penetrato nelle ossa, la pioggia e’ spesso battente e pungente, a tratti non sento le braccia per la tensione, e prima di chiudere mi entra un qualcosa di pungente nel casco che mi procura un fastidio al punto tale da dovermi fermare altre due volte (tot 6 soste). Inizio l’ultimo 30 di corsa, ed ormai il personal best e’ in fumo, a questo punto l’unico obbiettivo e’ finire, per cui con calma cammino la prima salita, parlo con un amico che mi sprona a iniziare a correre (grazie Roberto) e decido di darmi una nuova motivazione, stare sotto le 10 ore.
Al termine del primo giro la pioggia si fa ancora piu’ insistente e martellante, un diluvio che per fortuna dopo qualche minuto diminuisce di intensita’ , risalgo per l’ultimo giro, ormai il traguardo e’ vicino, a circa 7 km dall’arrivo mi fermo ad aiutare un Italiano che mi chiede aiuto, fermo con i brividi di freddo, parliamo un po’ e gli lascio il mio gilet antivento, fradicio, ma sicuramente piu’ utile a lui che a me, e mi involo verso il traguardo di una gara chiusa solo di testa. 24 minuti in piu’ dello scorso anno persi tutti nella bici, crono finale 9h52’28”, le due frazioni di corsa sono praticamente identiche allo scorso anno e sopratutto l’ultima poteva essere meglio vista l’ultima sosta. Anche i primi han fatto peggio, il vincitore ci ha messo 14 minuti in piu. 34 sono stati i ritiri contro i 17 del 2012. Sommando le classifiche itu e open sono 305* su 369 partenti, posizione pessima, ma credetemi soddisfazione finale per aver portato a termine il Powerman di Zofingen…. Massima. Un Grande a Mauro Fiorini che all’esordio ha fatto 10h19’59” e a Fabrizio Gajon per il buon 9h27’43”