L’importanza del diario di allenamento

MIchele Mimmo, Assicuratore degli Sportivi

Professionista convenzionato
Vedi scheda

Alessandro Visconti, Fisioterapista

Professionista convenzionato
Vedi scheda

Studio Civardi

Azienda partner
Vedi scheda

Questo contributo, dal titolo un po’ “scolastico”, vuole portare la Vostra attenzione sull’importanza e sull’efficacia del “diario di allenamento”, strumento purtroppo snobbato ed  evitato da molto atleti, sconosciuto ad altri.

 

Quando mi capita di spiegare l’importanza di questo strumento ( che diventa un alleato prezioso nella preparazione delle gare), incontro ancora un po’ di resistenze; alcuni (coloro che non lo utilizzano) ritengono che sia “una cosa per fissati”, e che sia meglio evitare di registrare allenamenti e sensazioni.  Questa tendenza sta  fortunatamente cambiando, grazie anche all’utilizzo sempre più diffuso di vari dispositivi che monitorizzano gli allenamenti e consentono  di memorizzare una serie importante di dati che riguardano le attività.

Personalmente ritengo che sia importante sapere quello che si è fatto, e come lo si è fatto. Il diario di allenamento ci  consente di  ricordarci se il carico esterno ( ossia tutto ciò che è misurabile tipo velocità o potenza erogata ) produce un carico interno ( esempio la risposta cardiaca ad un carico di lavoro, come risultato delle risposte organiche indotte dall’adattamento allenante che stiamo generando) che desideriamo, o se abbiamo risposte differenti.  Ci può essere ad esempio un periodo in cui corro agevolmente ad un’andatura prestabilita, mentre può succedere che alla stessa andatura la risposta cardiaca è maggiore.  Appuntarsi questi dati sul diario aiuta a capire quali scelte allenanti è meglio fare e come ponderare i successivi adattamenti.

Ognuno di noi risponde in modo personale ad un carico di allenamento, e queste risposte possono variare in modo soggettivo, generando nello stesso atleta situazioni inaspettate:  la condizione fisica del momento, i livelli di stress, le condizioni climatiche, sono tutte situazioni che alterano le prestazioni, e che s e riportate su di un diario, ci permettono di dare maggiore qualità alla reportistica che deve andare oltre il semplice dato “quantitativo”! Non basta scrivere quanti chilometri si percorrono, ma è meglio appuntarsi, come e in che condizioni questi chilometri sono stati percorsi.

C’è poi un aspetto psicologico che non va trascurato: la consapevolezza di aver sostenuto un buon carico di lavoro, e di averlo sopportato con una buona qualità, aiuta senza dubbio ad affronatre gare impegnative con maggiore tranquillità.

Quindi….non solo “buon allenamento”..ma “buon diario di allenamento” a tutte/i!!!